Mentre le sorti della Seconda Guerra Mondiale si stavano decidendo con lo sbarco in Normandia e sul fronte orientale, l’Italia a partire dall’estate del 1944 si trovò ad essere un fronte “secondario” con l’avanzata alleata che progrediva molto lentamente. I tedeschi avevano resistito fino a maggio 1944 attestati lungo la cosiddetta Linea Gustav e Roma venne liberata solo il 4 giugno.
Nel frattempo ebbero tutto il tempo di per fortificare l’Appennino Tosco Emiliano secondo un piano concepito dal generale Erwin Rommel e perfezionato dal Feldmaresciallo Albert Kesselring, comandante supremo delle forze tedesche in Italia. Nonostante le continue incursioni aeree i genieri tedeschi della Todt sfruttando la manodopera coatta di civili italiani e prigionieri, riuscirono a fortificare l’intera linea Appenninica da Massa Carrara fino all’Adriatico utilizzando tecniche avanzatissime.
Era nata la cosiddetta “Linea Gotica”, poi ribattezzata dagli stessi tedeschi “Linea Verde”: un micidiale sistema difensivo dotato di migliaia di bunker, chilometri di trincee, centinaia di campi minati. Un sistema elastico, articolato su più linee e capace di utilizzare al meglio le asperità dell’Appennino, ideali per chi deve arroccarsi e difendere.
Tutto questo si trovò a convivere con borghi e paesi dell’Appennino di colpo proiettati dalla loro secolare tranquillità sulla prima linea di una delle guerre più terribili della storia dell’umanità. Una volta che gli alleati i primi di settembre del 1944 ebbero completato la liberazione della Toscana, tentarono l’assalto alla Gotica ma nonostante il successo riportato sul passo del Giogo dovettero rassegnarsi a un sostanziale congelamento delle posizioni che sarebbe durato per tutto il terribile autunno inverno del 1944. Questo nonostante il valido supporto della Resistenza toscana che si era già distinta nella liberazione di Livorno e di Firenze e che continuò la lotta anche durante l’inverno.
Furono i mesi terribili della strategia del terrore portata avanti dalle SS e dalle truppe repubblichine con gli eccidi di Sant’Anna di Stazzema e di Marzabotto e centinaia e centinaia di altri episodi che videro coinvolta la popolazione civile. Più che l’impeto delle forze alleate a far cadere la Linea Gotica fu il collasso della Germania nazista nella primavera del 1945; ormai privi di rifornimento e con la spazio areo completamente in mano alleata i tedeschi cedettero a cominciare dalla fine di marzo: Bologna venne conquistata il 21 aprile 1945 quando la battaglia di Berlino era già cominciata da 5 giorni.
Ed ecco il motivo perché Giovedì 21 maggio 2026 all’Archivio Roberto Marini Oltre il Secolo Breve, in Galleria Nazionale n. 9 a Pistoia, presenteremo il libro “I volti di una battaglia Fatti e racconti di una Pistoia in guerra sulla Linea Gotica” di Daniele Amicarella. Ne parleremo con l’autore e con Fabrizio Nucci (giornalista, studioso del fascismo e della Resistenza in Toscana)
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